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Cinema: Anime sulla strada

Cronache cinematografiche da

DAYS AFTERrid

Giappone e dintorni


a cura di Giampiero Raganelli.


da venerdi 8 gennaio 2016

I film si proiettano il venerdì alle ore 19.00.

Per partecipare è necessario essere in regola con la quota associativa annuale.

Prenotazione al 338 1642282


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8 gennaio 2016

Budda /Shaka (Giappone, 1961) di Misumi Kenji, 154’

La biografia del Buddha storico, la sua rinuncia della ricchezza famigliare, la lunga meditazione sotto l’Albero della Bodhi, la trasformazione di Siddhartha in Buddha, i suoi insegnamenti. Kolossal epico religioso sul modello di Ben-Hur e I dieci comandamenti, con ricostruzioni sontuose e con le più grandi star dell’epoca come Ichikawa Raizō Commissionato dalla casa di produzione Daiei a uno dei più importanti registi di film di samurai.

26 febbraio 2016

Il cuore delle cose /Kokoro (Giappone, 1955) di Ichikawa Kon, 120

Il rapporto tra un anziano maestro, schivo ed ermetico, e uno studente alla fine dell’Era Meiji. Grandioso adattamento del romanzo di Natsume Sōseki, che restituisce i temi del grande scrittore, individualismo, isolamento, alienazione esistenziali. Dal regista Ichikawa Kon il film che precede il suo celebre L’arpa birmana.

4 marzo 2016

La piccola casa dal tetto rosso /Chiisai ouchi (Giappone, 2014) di Yamada Yōji, 136’

I diari di una cameriera che ha servito per tanti anni in una casetta dai tetti rossi, su una collina. Una storia famigliare negli anni Trenta / Quaranta, come quelle del cinema dell’epoca, dove entra in scena anche ciò di cui all’epoca non si poteva parlare: la guerra in Cina, le atrocità dell’esercito imperiale. Passioni inespresse nello sfondo di un affresco storico intriso di nostalgia, ancora un mondo crepuscolare, opera del regista veterano Yamada Yōji.

11 marzo 2016

La foresta del lutto /Mogari no mori (Giappone / Francia, 2007) di Kawase Naomi, 97’

Una badante di una piccola casa di riposo conduce uno dei suoi degenti in un itinerario in macchina in campagna, ma per una frana i due finiscono in una foresta dove si avventurano in un viaggio alla scoperta di se stessi. I temi della perdita, del lutto e della memoria sono sempre quelli cari alla regista, che li mette in scena ancora in un contesto naturale, nel territorio dell’ancestrale Nara, sua città natale. Vincitore del Gran Premio Speciale della Giuria al 60º Festival di Cannes.

18 marzo 2016

La storia di Chunhyang /Chunhyangjeon (Corea del Nord, 1980) di Yoo Won-jun, Yoon Ryong-gu, 146’

La figura della kisaeng è il corrispettivo coreano della geisha. L’amore contrastato tra la figlia di una di queste e un giovane nobile, nel 18° secolo, è il nucleo di questa storia del folklore coreano, concepita per la tradizionale forma di rappresentazione detta pansori. Tra i tanti adattamenti per il cinema presentiamo la versione nordcoreana che conserva tutto il sapore delle cinematografie socialiste sul modello sovietico.

1 aprile 2016

Hiroshima mon amour (Francia / Giappone, 1959) di Alain Resnais, 90’

La storia di due amanti: un’attrice francese a Hiroshima a girare un film pacifista e un giovane giapponese. Sulla contrapposizione tra memoria e oblio si gioca il capolavoro della Nouvelle Vague, sceneggiato dalla scrittrice Marguerite Duras. «Tu non hai visto niente a Hiroshima: niente, niente»: a distanza di quasi sessant’anni queste parole palpitano ancora nella storia della settima arte. «Come nell’opera di Picasso, Resnais ama mostrare simultaneamente il volto dell’orrore con un profilo di dolcezza.» (Jean Douchet)

8 aprile 2016 — !!! — spostato a lunedi 4 aprile h.19.00 — !!! —

H Story (Giappone, 2001) di Suwa Nobuhiro, 111’

Un regista, interpretato dallo stesso Suwa Nobuhiro, raggiunge la sua troupe a Hiroshima, sua città natale, dove stanno per iniziare le riprese di un remake giapponese diHiroshima mon amour. Ancora tornano la memoria e la sua soggettività in questo docu-drama autobiografico. Ma, se il capolavoro di Resnais sanciva l’impossibilità di raccontare direttamente l’orrore della bomba atomica, Suwa sancisce l’impossibilità di rifare quel classico del cinema.

15 aprile 2016

Kaidan Horror Classics /Ayashiki bungō kaidan (Giappone, 2010)

Quattro episodi mandati in onda dalla rete televisiva NHK, di quattro registi cui sono stati affidati quattro racconti di fantasmi, attingendo dalla letteratura classica giapponese:

Il braccio /Kataude di Ochiai Masayuki, 44

Un uomo convince una giovane donna, dalla cui bellezza è ossessionato, a farsi prestare il suo braccio, per portarlo a casa e passarci la notte. Tratto da Kawabata Yasunari.

Il fischiatore /Hazakura to mabue di Tsukamoto Shin’ya, 35’

Una donna, la cui storia d’amore viene troncata dal severo padre, impazzisce di gelosia scoprendo le lettere d’amore indirizzate alla sorella malata terminale. Tratto da Osamu Dazai.

Il naso /Hana di Lee Sang-il, 33’

Un monaco provoca la morte di un ragazzino che lo aveva canzonato per via del suo naso enorme e sfigurato. Riesce miracolosamente a riportarlo in vita, ma questi non lo lascerà vivere in pace. Tratto da Akutagawa Ryūnosuke.

I giorni dopo /Nochi no hi di Koreeda Hirokazu, 48’

A una coppia in lutto giunge a far visita, regolarmente, un bambino di sette anni. Che sia il fantasma del loro figlio morto anni prima? Tratto da Murō Saisei.


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